Nel Tuo nome

Camminando con i suoi verso Gerusalemme Gesù e li educa per un fecondo discepolato. Oggi
affronta due questioni. La prima è l’atteggiamento da assumere verso chi “non è dei nostri”.
Anche i suoi discepoli hanno vissuto la tentazione del piccolo gruppo chiuso, esclusivista, che
esaltando il “noi” ne fa l’unica ragione del loro esserci. Accadde che i suoi non riconoscono il
bene fatto da altri discepoli perché “non ci seguiva”. Il fatto richiama un episodio dell’Esodo,
quando due anziani profetizzano in nome di Dio con lo stesso spirito di Mosè ma sono messi in
discussione perché non iscritti nel gruppo ufficiale dei prescelti. Mosè si dimostra davvero un
uomo libero: “Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!”. La potenza
dello Spirito di Dio va oltre le istituzioni religiose umane, ma è anche vero che queste non
possono nulla senza lo Spirito. Così anche Gesù risponde ai discepoli: “Non glielo impedite,
perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di
me: chi non è contro di noi è per noi”. L’essenziale non è essere di questo o quell’altro gruppo,
ma essere con Lui, operare “nel Suo nome” e non nel “mio” o nel “nostro”.
Sono tentazioni e situazioni ricorrenti anche oggi nei nostri ambienti. Si tratta di verificare
continuamente le motivazioni profonde ed ultime del nostro ritrovarsi, agire, valutare, operare.
Solo se sono autenticamente da Cristo c’è vera libertà, accoglienza, missione.
La seconda questione è quella drammatica dello scandalo che i discepoli possono dare. Le
parole di Gesù: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli…”, toccano tragici scandali attuali
proprio da parte di uomini di Chiesa. La parola “scandalo” significa “inciampo” o anche
“ostacolo”. Qui Gesù, parlando dei piccoli si riferisce pero’ ai “piccoli nella fede”, cioè a coloro
che, iniziato il cammino cristiano ma trovano ostacolo o inciampo proprio dall’esempio dei
discepoli. Non ci rendiamo conto del grande impatto educativo che ha l’esempio degli adulti
sui giovani. Pensiamo al campo affettivo sessuale. Non meravigliamoci se sentiamo giovani
compiere azioni turpi se per primi non li abbiamo educati, con le parole e l’esempio, alla verit
del vangelo e gli abbiamo lasciati in balia della falsificante cultura dei media. Si tratta di ripartire
da capo, chiarendoci noi anzitutto, idee e valori, e riprendendo un’autentica azione educativa
su queste realtà così importanti.
Ma c’è un altro aspetto in cui la comunità cristiana puo’ essere di ostacolo a color che
vorrebbero iniziare un cammino in Cristo: la mancata fraternità e unità, il poco amore, spesso
ipocrita, che circola nei nostri gruppi. Forse sono di più coloro che non abbracciano la fede per
la cattiva testimonianza che noi rendiamo ad essa, che coloro che non credono per pigrizia o
cattiveria. Per non parlare poi, delle durissime parole di condanna di Giacomo ai ricchi del suo
tempo. Signore, fa che solo nel Tuo nome, noi vogliamo ritrovarci, celebrare, gioire, pensare,
operare, servire.
Don Francesco Maria

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