Generati dalla parola di verità

In cammino verso la Terra promessa, Mosè parla al popolo esaltando il dono della legge.
Senza questa sarà impossibile arrivare alla meta. “Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi
insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che
il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi”.
Per noi oggi “Terra promessa” può significare un mondo di pace, di vera fraternità, in senso
cristiano è il Regno di Dio. Anche per questa meta è essenziale il dono della legge. Ma una
legge è fondamentale anche nella dimensione civile. La legge guida, educa, difende il debole
e i diritti, è condizione di libertà, forma un popolo. Naturalmente dipende dalla bontà e finalit
delle leggi promulgate dallo stato.
Ma nelle letture di oggi non si parla di questo ma della legge di Dio, cioè della sua Parola.
Mettere in pratica, conoscere questa Parola significa vivere lo stile di Dio, avere la saggezza
che viene da lui. Essa “sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli”.
Questa non viene dagli uomini ma da Dio per questo ha un valore superiore perché non
piegata o distorta per il nostro uso e consumo. L’uomo ha bisogno di questa parola per
acquisire una verità oggettiva superiore ai nostri limiti umani. Quando andiamo dal medico
vogliamo che egli non ci illuda ma ci dica la verità sul nostro male altrimenti non potremmo
trovare una guarigione. E una volta guariti ci indicherà poi uno stile di vita per il tempo della
convalescenza e per vivere in salute. È un esempio per capire la doppia funzione della legge
divina. Essa, oggettivamente ci indica con verità la realtà del nostro peccato. Gesù è il
medico che ci guarisce con il suo perdono. Una volta guariti i comandamenti ci servono per
continuare a camminare nel bene. Ecco perché Gesù non ha mai abolito la legge antica, ma
l’ha resa piena con l’amore e soprattutto interiorizzandola nel nostro cuore con lo Spirito
Santo. Comprendiamo allora anche la diatriba di Gesù con i farisei e gli scribi del suo tempo.
Egli contesta un approccio ed una esecuzione formale della legge che a quel tempo si era
ridotta a una sorta di burocrazia religiosa e civile che imbrigliava lo Spirito. Per gli ebrei la
purità consisteva nella perfetta esecuzioni dei riti, per Cristo invece, purità è un cuore guarito
dall’Amore e capace di amare in modo autentico.
Sono situazioni che possono accadere anche a noi, quando, non solo dal punto di vista
religioso ma semplicemente umano, rimaniamo rigidi sulle nostre fissazioni mentali o manie
comportamentali, perdendo di vista il fine ed il senso del tutto. Si tratta di tenere sotto
controllo, di educare e guidare il cuore con la luce della Sua “parola di verità” per una
“religione pura e senza macchia” che diventi una carità concreta soprattutto verso i più
deboli e per “non lasciarsi contaminare da questo mondo”.
Don Francesco Maria

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