DIO PREPARA LA VERA FESTA, NOI L’ABITO ADATTO

Dopo averci parlato di vigna, di raccolto, di agricoltori oggi la Scrittura ci rimanda a “vini eccellenti” e “cibi succulenti”. Sono sempre immagini umane per descrivere, in questo caso, il dono preparato per noi dal Signore. L’immagine del banchetto abbondante e gustoso, consumato nella gioia fraterna, è usato nella Bibbia per parlarci della comunione con Dio. Nel rito antico dell’Alleanza, così come nella festa di Pasqua, c’è sempre il momento del pasto consumato insieme alla presenza del Signore. Nell’ultimo libro della Scrittura, l’Apocalisse, per simboleggiare la gioia finale del paradiso, si descrive una festa di nozze, immagine eloquente della comunione e della gioia resa ancor più piena dall’amore dello sposo e della sposa.
Nel Vangelo di oggi il tema principale è proprio il banchetto di nozze simbolo del regno dei cieli. Molti sono gli invitati, ma ecco la sorpresa amara: questi non vogliono venire! A più riprese chiamati, si ostinano nel loro rifiuto uccidendo addirittura i latori dell’invito. È la metafora della storia della salvezza: il popolo dell’Alleanza, Israele, ha rifiutato la venuta del Figlio di Dio. Ma l’amore di Dio non si arrende, Egli vuole rendere partecipi i più possibile alla gioia del suo incontro: l’invito allora si allarga proprio a tutti “buoni e cattivi”, non conta più la provenienza, l’etnia, l’essere “giudeo o greco, uomo o donna”, direbbe San Paolo. E tra questi siamo noi: quanti inviti inattesi, quante chiamate inaspettate e continue abbiamo ricevuto. Un domani di fronte a Dio, nella luce della verità, rimarremo strabiliati a riconoscerle tutte!
A questo punto ecco il secondo tema del Vangelo di oggi: l’abito nuziale. Se tutti siamo invitati non è scontato il nostro rimanere in quella giuliva compagnia. Siamo messi in guardia dal rischio di perdere la consapevolezza che l’invito gratuito richiede l’esigenza di un nuovo stile di vita, un nuovo “habitus”, direbbero i latini, simboleggiato proprio da quell’abito di nozze. Esso è simbolo di una mentalità nuova, una visione nuova, dettata dalla logica del Vangelo, di un comportamento che nasce da una vita nuova nello Spirito che ora abita in noi.
Gesù ci interroga oggi sul nostro stile di vita da redenti senza dare nulla di scontato. Se è vero che l’invito alla festa è per tutti è anche vero che da parte nostra si esige uno stile che si traduce in scelte precise in ogni ambito e aspetto della nostra vita.

don Francesco Maria

(foto tratta dal web)

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