Ora invece…

Ancora una volta il Vangelo di Luca ci provoca sul buon uso dei beni e sulla ricchezza. È tema caro a Gesù che dicendo ”Beati i poveri…” ha mostrato chiaramente di mettersi dalla loro parte. Su questo forse ci sentiamo a posto perché, visto la crisi economica attuale, ci mettiamo anche noi tra loro. Ma il discorso di Gesù non riguarda l’avere o meno un buon gruzzolo in banca, una buona pensione ma il vivere o meno nella logica del possesso, facendo dell’avere il nostro fine dimenticandosi di Dio, del prossimo e del giudizio finale.
Il Vangelo ci racconta la vita e il destino di un uomo ricco e di un povero. Colpisce il fatto che mentre il primo rimane anonimo il povero ha un nome: Lazzaro. Il Signore lo conosce e sa anche tutte le sofferenze e i patimenti della sua vita terrena. Alla loro morte la situazione di entrambi si rovescia in una condizione che sembra irreversibile.
Quale messaggio ci dà questa parabola?
Gesù ci dice che c’è dunque anzitutto un prima ad un dopo, un presente e un futuro in relazione tra loro. Non è indifferente come si vive qui, perché un certo resoconto della nostra vita in Dio ci sarà. E la logica di Dio si rivela all’opposto della nostra. I poveri domani saranno destinatari dei suoi beni. Le situazioni si capovolgono secondo la logica del “contrappasso”: chi se l’ha goduta puntando tutto in modo egoistico solo su questa vita ora è nei tormenti, colui che non ha avuto nulla e si è consegnato a Dio diventa ora oggetto del suo eterno amore. L’aldilà diventa così l’orizzonte ultimo dell’aldiquà.
La situazione dell’eternità sembra dunque senza scampo. Forse Dio è senza misericordia? Qui si vuole dire che la vita è una sola, un’unica occasione per vivere nel vero bene. Poi è troppo tardi, il tempo a nostra disposizione per amare in questa terra è scaduto.
Gesù ci invita ancora una volta a fidarci della sua Parola. È questo il punto cruciale ed è qui che avviene l’ostacolo. Nella parabola l’uomo ricco, intento ai piaceri della vita, non ha mai nemmeno volto lo sguardo a Dio, meno che meno al povero. Eppure Dio ha parlato, con la sua Parola, con gli uomini da lui mandati. Egli ci dà sempre molti messaggi e molte occasioni. Ci invita a considerare ora la provvisorietà delle cose, a superare la brama di possesso, ad aprire gli occhi al vero bene ed entrare nella logica del dono in modo particolare verso i poveri.
Saranno queste azione concrete a determinare la nostra vita in terra ed in cielo.